mercoledì 18 marzo 2020

RAPSODIA (parte 5)

Questo lungo articolo di DUMBO non è solo la recensione del film dedicato ai Queen, è anche un esempio di come un film possa essere l'occasione di riflettere su questioni molto serie.
Come accade spesso DUMBO ha fatto centro anche questa volta.

LA REDAZIONE

*  *  *
 
L’obiettivo della reunion è di partecipare al Live Aid di Geldof, che li aveva corteggiati a lungo, ma loro avevano resistito in quanto, 20 minuti di esibizione, li consideravano limitanti. In realtà pare che siano stati loro ad insistere con Geldof, che non li voleva perché nel frattempo erano andati a fare dei concerti a Sun City, una specie di Las Vegas Sudafricana in un periodo in cui si era in pieno apartheid. Si arriva quindi al concerto di Wembley e nel frattempo Freddy Mercury confessa di essere malato al resto del gruppo, che fa quadrato attorno a lui. L’esibizione è una definitiva ed imperitura consacrazione dei quattro, e le scene del concerto in cui 100.000 persone cantano tutte insieme “We are the champions” sono letteralmente da brividi, e la scritta in cui si annuncia che sei anni dopo Freddy Mercury sarebbe morto rinnovano la commozione per la morte di uno che è stato indiscutibilmente uno dei piu talentuosi e carismatici frontman della storia.

lunedì 16 marzo 2020

RAPSODIA (parte 4)

Questo lungo articolo di DUMBO non è solo la recensione del film dedicato ai Queen, è anche un esempio di come un film possa essere l'occasione di riflettere su questioni molto serie.
Come accade spesso DUMBO ha fatto centro anche questa volta.

LA REDAZIONE

*  *  *
Nel film Freddy Mercury viene descritto come una persona che soffre di solitudine e che quindi si getta in qualunque festino e baccanale in cui non mancavano anche droghe varie. In realtà pare che anche gli altri tre componenti della band non disdegnassero questi baccanali, e le scene descritte nel film in cui May e Taylor tornavano in famiglia invece di restare alle feste sembrerebbero poco aderenti alla realtà. Così come la relazione che Freddy Mercury ebbe con il suo manager Paul Prenter non fu così distruttiva com’è descritta nell’opera. Fatto sta che dopo un periodo buio fatto appunto di sballo 24/7, in cui Freddy Mercury si era isolato dal gruppo per intraprendere una carriera da solista, in seguito ad una grossa offerta viene convinto (o si convince) a rientrare con il resto della band, che non si era mai sciolta ma non faceva piu dischi.

domenica 15 marzo 2020

RAPSODIA (parte 3)

Questo lungo articolo di DUMBO non è solo la recensione del film dedicato ai Queen, è anche un esempio di come un film possa essere l'occasione di riflettere su questioni molto serie.
Come accade spesso DUMBO ha fatto centro anche questa volta.

LA REDAZIONE

*  *  *
Fateci caso e vi accorgerete che solo sulla RAI ci sono stati due special, uno condotto da Morgan l’altro direttamente dalla BBC, con filmati d’epoca oltre a diverse pubblicità riguardanti vari prodotti commerciali. Il film inizia con l’incontro di Freddy Mercury, che in realtà si chiamava Patrick Bulsara ed era nato a Zanzibar, con un gruppo di modeste ambizioni in cui suonavano Roger Taylor e Brian May, rispettivamente batteria e chitarra. Peter Deacon (basso) arriverà in seguito. Il film racconta i primi contatti, i primi concerti. Poi, grazie al manager di Elton John, arriva il primo contratto con la EMI. Seguono i primi successi e il tour negli USA che, per una rock band, significano la consacrazione reale e la consapevolezza del successo. Ma il tour americano è anche (secondo il film) la presa di coscienza della bisessualità di Mercury che lo porterà a rompere con la ragazza con cui stava dai tempi di Londra, Mary, e a gettarsi in un vorticoso giro di incontri omosessuali in qualunque parte del mondo si trovasse ad alloggiare. Il film insiste molto su questo carattere di Mercury, ma sembrerebbe che le cose non siano propriamente andate così; il bassista Peter Deacon infatti si è parzialmente dissociato dalla trama del film che per la cronaca è stato coprodotto da May e Taylor.

venerdì 13 marzo 2020

REDAZIONE ON-LINE n° 1

Ok, abbiate pazienza, la foto non è un gran che (benedetta privacy), ma si tratta di una foto storica perché ritrae la prima redazione on-line della storia de l'urlo.
Le restrizioni causate dall'epidemia ci hanno imposto di utilizzare mezzi alternativi per metterci in contatto, così ieri sera siamo riusciti a stare insieme per due ore a discutere su quanto sta succedendo e su cosa fare in prospettiva per mantenere attiva la nostra redazione. E' stato veramente piacevole scoprire che, nonstante la distanza, lo spirito della redazione è rimasto intatto. Ieri sera abbiamo usato Facebook, ma ci stiamo attrezzando anche per fare incontri via Skype, questo per andare incontro a tutti quelli che usano l'uno o l'altro strumento, in questo senso potremmo organizzarci per fare redazioni su entrambe le piattaforme.
Ieri sera sera abbiamo letto un bellissimo articolo dell'inviatoinmotociclo, ovviamente abbiamo dedicato un ampio spazio a discutere su quanto sta accadendo e, inoltre, abbiamo lanciato un tema abbastanza ovvio ma che vale la pena esplorare "La mia vita al tempo del Coronavirus". Com'è cambiata la vita di ciascuno di noi in queste settimane di cambiamenti radicali? Chi ne avesse voglia può inviare in redazione un proprio articolo o anche qualche pensiero. Li inseriremo in un numero speciale de l'urlo che vogliamo dedicare a questo avvenimento che ci ha messi fuori da ogni normalità.
Chi volesse può inviare a questa mail: lurlo.redazione@gmail.com, il proprio contatto Facebook o Skype, in questo modo vi contatteremo per ampliare il numero di redattori di questi incontri virtuali.
A giovedì prossimo!

LA REDAZIONE DE L'URLO

martedì 10 marzo 2020

SOSPESE LE ATTIVITA' DI REDAZIONE

Considerate le disposizioni sul coronavirus, per il momento le attività di redazione sono sospese.
Tuttavia questo blog non cesserà affatto di pubblicare articoli e manterrà costanti le sue attività. Inoltre la redazione de l'urlo si sta attrezzando per mettere in piedi attività on-line in modo che, comunque, le attività non cessino del tutto. E' proprio il caso di ricordarsi che non bisogna abbattersi e restare connessi.

Anche noi ci raccomandiamo di seguire le solite indicazioni FONDAMENTALI:

- lavarsi le mani spesso almeno per 30 secondi
- se non c'è l'acqua usare i gel alcoolici
- stare a distanza
- non toccarsi bocca, naso e occhi se non si sono appena lavate o disinfettate le mani
- non frequentare luoghi affollati ma prediligere lo stare all'aria aperta
- se si ha il raffreddore o un pò di febbre o qualunque altro sintomo parainfluenzale NON andare dal medico o al Pronto Soccorso MA telefonare al proprio medico di base o al numero verde per chiedere come comportarsi e in ogni caso cercare di stare in casa.

sabato 7 marzo 2020

RAPSODIA (parte 2)

Questo lungo articolo di DUMBO non è solo la recensione del film dedicato ai Queen, è anche un esempio di come un film possa essere l'occasione di riflettere su questioni molto serie.
Come accade spesso DUMBO ha fatto centro anche questa volta.

LA REDAZIONE

*  *  *
Vincere un siffatto premio può cambiare il corso di una o più carriere e, per un Oscar, si potrebbe arrivare a fare qualsiasi cosa (magari non proprio qualsiasi, ma quasi). La stagione cinematografica passata è stata certamente dominata dal film Bohemian Rapsody, film autobiografico della mitica rock band dei Queen, che racconta la nascita di questo complesso dal 1970 fino al mitico concerto Band Aid del 1985, voluto ed organizzato da Bob Geldof. Bohemian Rapsody è il titolo di una canzone dei Queen e questo articolo ha come titolo la sua traduzione italiana. Siccome questo film è stato l’indiscusso mattatore della stagione questo giornale non poteva non spendere due parole sull’argomento. Anzitutto qualche numero: il film è uscito tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2018 in Inghilterra, poi negli USA, in Italia ed in Europa. Al momento ha incassato oltre 800 milioni di dollari, contro un costo di circa 52. E’ stato definito il “biopic” (cioè film autobiografico) di maggior successo della storia del cinema e si può dire che ha ottenuto di rilanciare i Queen alla notorietà. Infatti in questi mesi c’è stato nelle TV e nei giornali un aumento vertiginoso dei passaggi di filmati, documentari e spot riguardanti questa band.

lunedì 2 marzo 2020

RAPSODIA (parte 1)

Questo lungo articolo di DUMBO non è solo la recensione del film dedicato ai Queen, è anche un esempio di come un film possa essere l'occasione di riflettere su questioni molto serie.
Come accade spesso DUMBO ha fatto centro anche questa volta.

LA REDAZIONE

*  *  *
Si è appena celebrata la cerimonia di assegnazione dei premi all’Accademy Awards, meglio conosciuta come “premi Oscar”, una sorta di laurea all’ennesima potenza di tutto quanto riguardi il cinema, dalla sceneggiatura all’interpretazione degli attori, fino ad arrivare alla sarta che cuce i costumi di scena. Credo che non esista persona sulla terra che non sappia cosa significhi la parola “Oscar” per il mondo dello spettacolo. Esistono molti altri premi analoghi, la Palma d’oro di Cannes, l’Orso d’oro di Berlino o i David di Donatello, ma di certo l’Oscar è la manifestazione più famosa e prestigiosa. Lo svolgimento assomiglia quasi ad una cerimonia religiosa e le redini di questo spettacolo sono rette da vestali ben definite (e mi sa sempre quelle) con cerimoniali studiati e misurati.