Ci sono articoli che si manifestano come magie. Questo di Dorg che
pubblichiamo è uno di quelli. Si tratta di uno quegli articoli che
colpiscono per bellezza e profondità, soprattutto perché Dorg non ha avuto paura di confrontarsi coi lati più dolorosi e bui della propria vita.
Che
dire di più? Quando lo abbiamo letto in redazione ci siamo proprio
sentiti fortunati di essere in redazione e poter ascoltare parole così
intense che, oltretutto, hanno animato un lungo dibattito.
Buona lettura!
LA REDAZIONE DE L'URLO
* * *
Ho capito che cambiare non è semplicemente scegliere una strada diversa, io sono cambiato davvero quando è morta una parte di me, ho dovuto dire addio a quell’io che aveva commesso reati e che era uscito fuori dal suo essere. Questo per me è stato fare i conti con me stesso. Ci sono state un sacco di occasioni nelle quali ho pensato: “Ma chi me lo fa fare? Se rimango nel mio è più facile!”. Senti che quell’io che devi abbandonare è parte integrante di te e, nel dover cambiare, ti senti come se dovessi usare solo la mano sinistra per scrivere anziché la destra (ovviamente se non sei mancino!).
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