giovedì 10 febbraio 2022

QUANDO FINISCE LA LUNA DI MIELE - 1° parte

Buffalo Bill offre spesso delle riflessioni molto stimolanti, e questa tocca un punto delicato: cosa accade quando "finisce la luna di miele"? Cioé, cosa accade quando l'entusiasmo per i primi risultati risultati ottenuti nel proprio percorso di disintossicazione inizia perdere un po' di slancio?
Vale proprio la pena seguire le sue riflessioni!

LA REDAZIONE DE L'URLO

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Come in ogni storia dʼamore che si rispetti, cʼè sempre un periodo, che di solito coincide con lʼinizio della relazione, una specie di luna di miele diciamo, durante il quale tutto sembra bellissimo. Non esistono incomprensioni, dubbi, incertezze, paure. Si ha il desiderio di spingersi oltre i propri limiti per lasciarsi trasportare dalle emozioni e dalle sensazioni positive che lʼamore ci sa regalare. Tutto ti viene facile, vedi sempre luce intorno a te, sei pieno di stimoli, ti senti pieno di energie e di idee. Ogni momento ti sembra bellissimo e riesci a goderne a pieno. Una giornata di sole, un buon libro, il tuo piatto preferito a tavola, una gratificazione sul lavoro, la realizzazione di un progetto per la casa che avevi in mente da un poʼ. Tutto riesce alla perfezione, aumentando ogni volta la dose di autostima e di fiducia in te stesso. Ma, questo periodo, non dura per sempre, perché, bisogna, prima o dopo, fare i conti con la vita che ti mette di fronte alle difficoltà, che ti mette alla prova con le sue salite, che cerca di schiacciarti con il suo peso, che ti ricorda chi sei stato per tanto tempo e, vorrebbe farti credere che stavi meglio quando eri come prima.

lunedì 7 febbraio 2022

IL MELOGRANO - 2° puntata

ASSOURANCETOURIX è un poeta, e "Il Melograno" è il titolo che ha scelto per questa rubrica del blog che è principalmente uno spazio dedicato alla poesia. Siamo convinti che i suoi contributi sapranno emozionare molto chi vorrà leggerli.


LA REDAZIONE DE L'URLO
 
 
 
 
 

TORNAI

Tornai
meno fragile.
Il desiderio di rivederla
fu
più forte del pianto.
Mi bastarono
trentaquattro gradini,
necessari,
pochi istanti
per raggiungerla
La strada più breve
nel rivederla.
L'attesa,
l'appuntamento nei giorni
precedenti
mi resero nostalgico
di affetto e stima.
In quella stanza lassù,
toccai la cima
fine o meta.
ll battito del mio cuore
fu talmente forte,
(temevo lo sentisse)
da soffocare le parole.
Forse fingesti.

Enigmatica mascherina,
è gelido confronto
ai lineamenti gentili
del tuo viso.

Cinquanta minuti
scivolarono in un attimo,
maledii il tempo
che non lascia scampo.
Troppo tardi,
alle mie spalle voltai,
la porta chiudersi.
Sentii già
il vuoto dell'addio
raggelarmi dentro.
Chissà se,
girasti lo sguardo.
Non avrei voluto
andar via
Sappilo.
Scivolarono lacrime
senza ti accorgessi
nel timido germoglio
che a quel tempo
in me piantasti.
Annegai il mio passato,
forse lo uccisi.

Meraviglia fu conoscerti.
Il pomeriggio volse al termine
la luce del giorno si spense
ed il buio si immerse
nella mia mente.
Ho deciso.
Questa sera,
abbandonerò la poesia,
ebbro
per ricordare te
i tuoi occhi,
la tua voce,
istendersi come note
sopra una pagina di pentagramma.
Hai saputo coniugare
due pianeti
ed un ponte
hai potuto congiungere.

Mi manchi.
La vita è un morso
insaziabile,
un volo a metà.
È questo
fa paura.

venerdì 4 febbraio 2022

TOSSICO OTTIMISTA INCOMPRESO E/O INGIUSTIFICATO - ultima parte

MOSTRO ci ha inviato via mail questo articolo che denuncia un problema che si presenta spesso, il pregiudizio radicato nei confronti delle persone che usano sostanze.
(La vignetta è, anche lei, opera di
MOSTRO).

 
LA REDAZIONE DE L'URLO
  
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Il primo morto di overdose ufficialmente riconosciuto in Italia risale al 1969, forse questo episodio è troppo recente per una matura presa di coscienza del problema? Ma se il linguaggio è ancora leggermente acerbo, se il cittadino medio è ancora scarsamente informato, sullo stesso piano si trovano ancora anche altri ambiti, dalla scuola alla stampa e lasciamo fuori dalla discussione i piani alti della società. Chissà perché per un attimo mi ero illuso che il mondo del lavoro fosse più avanti, ma devo aver avuto una botta di ottimismo ingiustificato.
 

martedì 1 febbraio 2022

TOSSICO OTTIMISTA INCOMPRESO E/O INGIUSTIFICATO - 1° parte

MOSTRO ci ha inviato via mail questo articolo che denuncia un problema che si presenta spesso, il pregiudizio radicato nei confronti delle persone che usano sostanze.
 
LA REDAZIONE DE L'URLO
  
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 Durante il mio fallimentare tentativo di intraprendere una mediocre carriera lavorativa, molti posti, anche dignitosi, li ho perduti nel momento esatto in cui i datori o i superiori son venuti a conoscenza della mia propensione all’utilizzo di sostanze stupefacenti.
In ogni singolo caso non c’era nemmeno il tentativo di trovare qualsivoglia altra argomentazione utilizzabile come scusa o paravento, o almeno come motivazione ufficiale. Credo sia evidente la longa manus del cliché del “tossico” che è una brutta persona, inaffidabile, problematica, insomma uno che non ce la può fare. Il termine che, formalmente, indica chi utilizza sostanze, cioè tossicodipendente, di certo non aiuta per un eventuale tentativo di avvicinamento alla comprensione. Dicendo “dipendente” sembra che questa persona se non utilizza con cadenza costante incorre nell’astinenza, dicendo “tossico” invece si fa pensare che la persona usa sostanze che se fossero usate per errore da una persona “normale”, queste potrebbero causare gravi reazioni allergiche.

 

sabato 29 gennaio 2022

IL MELOGRANO - 1° puntata

ASSOURANCETOURIX è un poeta, e "Il Melograno" è il titolo che ha scelto per questa nuova rubrica del blog che, ovviamente, sarà principalmente uno spazio dedicato alla poesia.
La Redazione vuole approfittare di questa prima puntata per dare anche il suo benvenuto ad ASSOURANCETOURIX, siamo convinti che i suoi contributi sapranno emozionare molto chi vorrà leggerli.

LA REDAZIONE DE L'URLO


APP.

Estranei fino ieri.
Ad un passo da te,
paura di parlare,
paura di me,
paura di sentirti vicina.
Respirare lo stesso momento.
Spogliato,
disarmato,
confuso.
Strani pensieri a stento riesco a trattenere.
Mi è difficile trascrivere ciò che sento.
Mi trovai nell'abisso.
La smania più grande:
la ricerca di me
mi toglieva il respiro e la fede.
Ero uno qualunque,
l'ultimo della fila.
Fragile.
Prendesti la mia mano per rialzarmi, dicendomi: “fidati di te”,
punta in alto,
guarda avanti.
Nessun tipo di valutazione.
La certezza di non sentirmi più solo.
Un desiderio.
Nel sogno,
in fondo ad un cassetto,
trafugai nuova luce.
Quella voglia di riscatto
la capii all'istante.
Nel registro dei nomi,
la speranza dei deboli.
Un battito d'ali per sentirsi libero,
un rimedio alla paura,
un compromesso per tornare a vivere.
Da una lacrima
scaturì la mia follia.
Una via di fuga c'era.