venerdì 4 giugno 2021

L'IMPORTANZA DEL SERDP (6° PUNTATA)

Questo articolo di Buffalo Bill tocca un tema molto delicato, il rapporto col servzio di chi è in cura per una dipendenza. Ma qui viene affrontato anche un tema fondamentale in ogni percorso di recupero: cosa me ne faccio del mio passato? Come mi rapporto al vecchio "me stesso" man mano che miglioro?
Le risposte che ha dato
Buffalo Bill sono, per certi versi, sorprendenti e sarebbero uno straordinario antidoto contro la marea di retorica che avvelena e svilisce questi temi.
Grazie
Buffalo Bill, grazie davvero!

LA REDAZIONE DE L'URLO

 *  *  *

Per porre rimedio agli sbagli fatti nel primo anno, ho chiesto prima di tutto un coinvolgimento più attivo a mia moglie: sono fortunato ad avere una donna come lei al mio fianco. Questo per porre rimedio ad una mancanza di controllo da parte del SerDP che, come ho già detto, dovrebbe migliorare da questo punto di vista. Un altro aspetto su cui si potrebbe lavorare è far sentire di più la presenza del servizio all’interno della vita dei soggetti in cura. Molti, infatti, lasciano dopo poco il loro ingresso nel servizio altri, come è successo a me, non sentono di essere aiutati nel modo giusto, o almeno, questa è stata la mia esperienza. Forse per mancanza di mezzi, o perché gli utenti sono troppi, ma il SerDP, sembrava quasi aver “mollato il colpo” con me, se non mi presentavo ai colloqui, infatti, c’era solo la chiamata della psicologa che mi chiedeva spiegazioni e null’altro. Quello, che nel mio caso, è mancato è il sentirmi “cercato” per riprendere il percorso tutte le volte che sparivo. Inoltre credo di aver capito che la famosa bacchetta magica di cui parlavo prima, in realtà, ognuno di noi la porta con se ogni giorno: il SerDP può aiutarti ad usarla per scopi più alti e che possano renderti migliore, questo ovviamente se sei disposto a fidarti di chi mette a tua disposizione le sue conoscenze, il suo tempo e cerca di aiutarti in maniera sana e genuina.

mercoledì 2 giugno 2021

L'IMPORTANZA DEL SERDP (5° PUNTATA)

Questo articolo di Buffalo Bill tocca un tema molto delicato, il rapporto col servzio di chi è in cura per una dipendenza. Ma qui viene affrontato anche un tema fondamentale in ogni percorso di recupero: cosa me ne faccio del mio passato? Come mi rapporto al vecchio "me stesso" man mano che miglioro?
Le risposte che ha dato
Buffalo Bill sono, per certi versi, sorprendenti e sarebbero uno straordinario antidoto contro la marea di retorica che avvelena e svilisce questi temi.
Grazie
Buffalo Bill, grazie davvero!

LA REDAZIONE DE L'URLO

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Per quanto riguarda la psicologa, mi dava quasi fastidio sentirmi fare tante domande, dover per forza parlare di cose che in realtà, io, da una vita cercavo di tacere. Più di una volta, poi, mi sono presentato al colloquio sotto effetto di sostanza, o con la bustina in tasca, e una volta ho addirittura fatto una riga nel bagno al piano di sopra del SerDP di *, subito dopo un colloquio. Praticamente da fine gennaio 2019 allo stesso periodo del 2020, mi sono drogato quanto in precedenza, se non di più. A questo punto si potrebbe pensare che quindi i servizi non servono a niente, che quello è stato un anno perso, che, come scrivevo poc’anzi sia tutto inutile. Invece non è così, anzi, è proprio il contrario. Oggi so che mi drogavo di più e cercavo di fuggire dal progetto di cura perché qualcosa, nelle parole della psicologa, nell’obbligo delle urine, nel frequentare quel posto e quindi vedere miei simili, spesso messi molto peggio di me, stava facendo esattamente l’effetto desiderato: scavare delle fondamenta sicure su cui poggiare un nuovo inizio, illuminare il buco nero in cui mi ero perso per farmi vedere dov’era la via d’uscita, mettermi in guardia rispetto al rischio di poter perdere tutto.

lunedì 31 maggio 2021

L'IMPORTANZA DEL SERDP (4° PUNTATA)

Questo articolo di Buffalo Bill tocca un tema molto delicato, il rapporto col servzio di chi è in cura per una dipendenza. Ma qui viene affrontato anche un tema fondamentale in ogni percorso di recupero: cosa me ne faccio del mio passato? Come mi rapporto al vecchio "me stesso" man mano che miglioro?
Le risposte che ha dato
Buffalo Bill sono, per certi versi, sorprendenti e sarebbero uno straordinario antidoto contro la marea di retorica che avvelena e svilisce questi temi.
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Buffalo Bill, grazie davvero!

LA REDAZIONE DE L'URLO

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Questo problema è una cosa che, chi lavora in questo settore, dovrebbe tenere in considerazione, credo che tanti come me mollino molto presto perché non trovano ciò che si aspettavano. Il primo anno ho continuato a drogarmi regolarmente, facendo le urine una sola volta la settimana, o saltando del tutto per un mese intero, tanto avevo notato che al massimo ti prendevi un rimbrotto dalla psicologa prima del colloquio alla quale, tra l’altro, potevi porre mille scuse per giustificarti. In più le persone coinvolte nella privacy della mia cartella clinica, mia moglie e mia madre, non controllavano i risultati delle urine e si fidavano dei miei escamotage per sfuggire ai controlli: in pratica era diventata un’abitudine quella di farmi la foto davanti all’ingresso del SerDP per poi mandarla a mia moglie che si fidava con poco. Io ritengo, invece, che sarebbe molto più utile se, ad ogni positività o ad ogni mancata urina, si chiamassero le persone inserite nel progetto di cura.

venerdì 28 maggio 2021

L'IMPORTANZA DEL SERDP (3° PUNTATA)

Questo articolo di Buffalo Bill tocca un tema molto delicato, il rapporto col servzio di chi è in cura per una dipendenza. Ma qui viene affrontato anche un tema fondamentale in ogni percorso di recupero: cosa me ne faccio del mio passato? Come mi rapporto al vecchio "me stesso" man mano che miglioro?
Le risposte che ha dato
Buffalo Bill sono, per certi versi, sorprendenti e sarebbero uno straordinario antidoto contro la marea di retorica che avvelena e svilisce questi temi.
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Buffalo Bill, grazie davvero!

LA REDAZIONE DE L'URLO

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Il mio approccio al servizio è stato fin da subito molto scettico. Non so nemmeno io cosa mi aspettassi, forse che mi dessero dei farmaci per non farmi più drogare, o forse che una psicologa dotata di poteri magici mi toccasse con una bacchetta e facesse scomparire quel senso di vuoto dentro di me, riempiendolo con un solo tocco. Ovviamente non è andata così, la prima cosa che ho scoperto è che non esistono farmaci per la cocaina, tipo metadone. Da un lato meglio così: conoscendomi, probabilmente, avrei finito per diventare dipendente anche da quelli. Anche la magia non fa parte delle armi a disposizione dei SerDP e ciò ha fatto si che, fin da subito, ho capito che senza la mia volontà avrei anche potuto lasciar perdere tutto, che tanto neanche loro avrebbero potuto aiutarmi. Ma a quel punto pensai: se avessi avuto la determinazione e la forza di smettere da solo non sarei certo venuto qui! Continuavo a chiedermi: “qual è l’aiuto concreto che mi offrite?”, “Le urine due volte a settimana?”, “Le chiacchierate con una sconosciuta che pretende di sapere ciò che tu cerchi di capire da 20 anni?”

mercoledì 26 maggio 2021

L'IMPORTANZA DEL SERDP (2° PUNTATA)

Questo articolo di Buffalo Bill tocca un tema molto delicato, il rapporto col servzio di chi è in cura per una dipendenza. Ma qui viene affrontato anche un tema fondamentale in ogni percorso di recupero: cosa me ne faccio del mio passato? Come mi rapporto al vecchio "me stesso" man mano che miglioro?
Le risposte che ha dato
Buffalo Bill sono, per certi versi, sorprendenti e sarebbero uno straordinario antidoto contro la marea di retorica che avvelena e svilisce questi temi.
Grazie
Buffalo Bill, grazie davvero!

LA REDAZIONE DE L'URLO

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Grazie a questa cosa ho imparato che non serve a nulla guardare al passato e vederlo come fosse qualcosa fatto solo di errori, né tanto meno bisogna scrutare il futuro con la paura di ciò che possa portare, l’importante è viversi il presente con consapevolezza. L’importante è volersi bene, pensare a se stessi come a qualcosa di migliorabile ogni giorno, aprendosi alle esperienze della vita quotidiana e vivendole con lucidità e presenza di mente e di spirito. Facendo ciò si riuscirà anche ad apprezzare e godere dei momenti semplici di cui è fatta la vita stessa. Tutto questo percorso, che io amo definire di redenzione, è cominciato circa 27 mesi fa. Al culmine dell’ennesima distruzione mentale e fisica di me stesso, ho deciso di rivolgermi al SerDP di *, ho parlato con mia moglie della situazione, e assieme abbiamo chiesto aiuto per uscire dal buco nero in cui mi stavo perdendo.

lunedì 24 maggio 2021

L'IMPORTANZA DEL SERDP (1° PUNTATA)

Questo articolo di Buffalo Bill tocca un tema molto delicato, il rapporto col servzio di chi è in cura per una dipendenza. Ma qui viene affrontato anche un tema fondamentale in ogni percorso di recupero: cosa me ne faccio del mio passato? Come mi rapporto al vecchio "me stesso" man mano che miglioro?
Le risposte che ha dato
Buffalo Bill sono, per certi versi, sorprendenti e sarebbero uno straordinario antidoto contro la marea di retorica che avvelena e svilisce questi temi.
Grazie
Buffalo Bill, grazie davvero!

LA REDAZIONE DE L'URLO

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Buonasera a tutti e ben ritrovati. Ritorno alla scrittura dopo un periodo nel quale, gli impegni lavorativi, la famiglia ed altre varie vicissitudini mi hanno impedito di dedicarmi alla redazione. Devo dire che non pensavo potesse mancarmi così tanto mettere per iscritto le mie idee e i miei pensieri. Adesso mi sento come un vulcano che ribolle silenzioso. Nella pancia tante idee, che pian piano cercherò di trasmettere alla mia testa per poi metterle giù in maniera comprensibile anche a tutti voi. C’è una cosa, che più di altre in questo momento mi preme buttare fuori, una sorta di nuova consapevolezza, qualcosa che ho compreso da un paio di mesi a questa parte e che mi sta dando una prospettiva diversa da cui guardare tutta la mia storia di tossicodipendenza: considerare la sostanza come una risorsa che è stata necessaria nel mio percorso, nella mia storia di giovane uomo, ritrovatosi troppo solo ad affrontare il mondo, senza avere delle basi solide su cui potersi appoggiare.

venerdì 21 maggio 2021

IO, PROFESSIONE CAREGIVER (ultima puntata)

Questo articolo di Cecina81 è davvero importante perché esprime il punto di vista di chi resta accanto ad una persona che ha una dipendenza. La bellezza di questo articolo è che non solo Cecina81 riesce a mantenere un atteggiamento equilibrato rispetto a ciò che racconta (cosa difficilissima!), ma riesce anche a dare un sacco di spunti di riflessioni molto utili per capire meglio con cosa si debba misurare chi condivide un percorso con una persona che affronta i propri problemi di dipendenza.
La redazione de l'urlo ci tiene davvero di cuore a ringraziare Cecina 81 per questo prezioso articolo!

 
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Purtroppo non riesco a spiegare a parole come ci si possa sentire quando si capisce che il percorso ha preso la giusta piega, vedervi rifiorire, prendere coscienza dei vostri limiti ma anche dei vostri doni, vedervi concentrati su un libro, su un progetto, vedervi essere parte attiva della vita quotidiana, vedervi letteralmente rinascere. E ora sto iniziando a capire “perché proprio a me”. Esattamente perché avevo bisogno di prendermi questo muro dritto in faccia per capire il mio ruolo nel mondo, per capire che ero io la persona giusta per aiutare qualcuno a ritrovarsi, perché il mio voler sempre bene a tutti è servito a qualcosa, ho imparato la nobile arte della pazienza ed evidentemente dovevo anche io riscoprirmi e capire la mia forza. Forse non sono più quella ragazzina che cerca disperatamente di dimostrare qualcosa, quello che dovevo dimostrare ora è qui davanti a me.
E ora, finalmente, cʼè spazio anche per me, anzi per noi.