Vale proprio la pena seguire le sue riflessioni!
LA REDAZIONE DE L'URLO
* * *
LA REDAZIONE DE L'URLO
* * *
LA REDAZIONE DE L'URLO
* * *
Come in ogni storia dʼamore che si rispetti, cʼè sempre un periodo, che di solito coincide con lʼinizio della relazione, una specie di luna di miele diciamo, durante il quale tutto sembra bellissimo. Non esistono incomprensioni, dubbi, incertezze, paure. Si ha il desiderio di spingersi oltre i propri limiti per lasciarsi trasportare dalle emozioni e dalle sensazioni positive che lʼamore ci sa regalare. Tutto ti viene facile, vedi sempre luce intorno a te, sei pieno di stimoli, ti senti pieno di energie e di idee. Ogni momento ti sembra bellissimo e riesci a goderne a pieno. Una giornata di sole, un buon libro, il tuo piatto preferito a tavola, una gratificazione sul lavoro, la realizzazione di un progetto per la casa che avevi in mente da un poʼ. Tutto riesce alla perfezione, aumentando ogni volta la dose di autostima e di fiducia in te stesso. Ma, questo periodo, non dura per sempre, perché, bisogna, prima o dopo, fare i conti con la vita che ti mette di fronte alle difficoltà, che ti mette alla prova con le sue salite, che cerca di schiacciarti con il suo peso, che ti ricorda chi sei stato per tanto tempo e, vorrebbe farti credere che stavi meglio quando eri come prima.
ASSOURANCETOURIX è un poeta, e "Il Melograno" è il titolo che ha scelto per questa rubrica del blog che è principalmente uno spazio dedicato alla poesia. Siamo convinti che i suoi contributi sapranno emozionare molto chi vorrà leggerli.
TORNAI
Tornai
meno fragile.
Il desiderio di
rivederla
fu
più forte del
pianto.
Mi bastarono
trentaquattro
gradini,
necessari,
pochi istanti
per raggiungerla
La strada più breve
nel rivederla.
L'attesa,
l'appuntamento nei
giorni
precedenti
mi resero nostalgico
di affetto e stima.
In quella stanza
lassù,
toccai la cima
fine o meta.
ll battito del mio
cuore
fu talmente forte,
(temevo lo
sentisse)
da soffocare le
parole.
Forse fingesti.
Enigmatica
mascherina,
è gelido confronto
ai lineamenti
gentili
del tuo viso.
Cinquanta minuti
scivolarono in un
attimo,
maledii il tempo
che non lascia
scampo.
Troppo tardi,
alle mie spalle
voltai,
la porta
chiudersi.
Sentii già
il vuoto dell'addio
raggelarmi dentro.
Chissà se,
girasti lo sguardo.
Non avrei voluto
andar via
Sappilo.
Scivolarono
lacrime
senza ti
accorgessi
nel timido
germoglio
che a quel tempo
in me piantasti.
Annegai il mio
passato,
forse lo uccisi.
Meraviglia fu
conoscerti.
Il pomeriggio volse
al termine
la luce del giorno
si spense
ed il buio si
immerse
nella mia mente.
Ho deciso.
Questa sera,
abbandonerò la
poesia,
ebbro
per ricordare te
i tuoi occhi,
la tua voce,
istendersi come
note
sopra una pagina di
pentagramma.
Hai saputo
coniugare
due pianeti
ed un ponte
hai potuto
congiungere.
Mi manchi.
La vita è un morso
insaziabile,
un volo a metà.
È questo
fa paura.
Durante il mio fallimentare tentativo di intraprendere una mediocre carriera lavorativa, molti posti, anche dignitosi, li ho perduti nel momento esatto in cui i datori o i superiori son venuti a conoscenza della mia propensione all’utilizzo di sostanze stupefacenti.
In ogni singolo caso non c’era nemmeno il tentativo di trovare qualsivoglia altra argomentazione utilizzabile come scusa o paravento, o almeno come motivazione ufficiale. Credo sia evidente la longa manus del cliché del “tossico” che è una brutta persona, inaffidabile, problematica, insomma uno che non ce la può fare. Il termine che, formalmente, indica chi utilizza sostanze, cioè tossicodipendente, di certo non aiuta per un eventuale tentativo di avvicinamento alla comprensione. Dicendo “dipendente” sembra che questa persona se non utilizza con cadenza costante incorre nell’astinenza, dicendo “tossico” invece si fa pensare che la persona usa sostanze che se fossero usate per errore da una persona “normale”, queste potrebbero causare gravi reazioni allergiche.