lunedì 24 aprile 2017

REGALAMI

Era da molto tempo che non pubblicavamo una poesia.
Ci ha pensato GIST a portarcene una bellissima in redazione, giovedì scorso, che condividiamo con molto piacere in questo blog, e lo facciamo tanto più volentieri in quanto è una poesia che parla dell'importanza dell'amore e degli affetti nei percorsi di recupero delle persone che hanno una dipendenza.
Grazie GIST!

LA REDAZIONE DE L'URLO


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REGALAMI
Non regalarmi gioielli, crociere
non regalarmi sontuosi vestiti
o serate di gala,
non regalarmi corse
ai limiti del mondo!
Regalami un ora in riva al mare,
una conchiglia vuota
che sappia cantare.
Regalami un fiore,
un fiore semplice
che mi assomigli,
raccoglilo lungo una siepe
se calpestato non importa.
Lo curerò con le mie mani
con il soffio caldo del mio cuore.
Regalami una carezza, un abbraccio
e se vuoi guarire il mio cuore
sussurrami piano
una dolce parola d'amore!
GIST           

mercoledì 19 aprile 2017

LA QUESTIONE (quarta e ultima puntata)

Questo racconto collettivo intitolato "La questione" lo abbiamo scritto per partecipare a "TUTTI", un'iniziativa della Biennale di prossimità, che si terrà a Bologna il dal 15 al 18 giugno, e che ha come scopo quello di raccogliere racconti dal sociale. Ci è piaciuto molto scriverlo e ci fa piacere condividerlo con i nostri lettori.

 LA REDAZIONE DE L'URLO

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Altre volte allungo le mie serate con alcol e acqua mentre a drenare la mia mente ci pensano internet, TV, immagini, pensieri… talvolta resto prigioniero della notte. Mi piace la notte, vorrei vagare nella notte: oscurità, blu profondo, inconscio, cielo stellato che scorre nei minuti, aspettando l'alba della vita. Per restare lontano dalla questione devo comunque dedicarmi ad altre attività, il tempo trascorso lontano da essa non mi risolve il problema perché comunque penso di avere poco autocontrollo, ma veramente poco. Così, in certi altri momenti, prendo una birra, un foglio ed una penna e mi metto a scrivere: scrivo racconti, articoli su eventi mai accaduti, liste della spesa, frasi apocalittiche, lettere in cui minaccio di suicidarmi, traduzioni dal russo all’italiano dei romanzi di Dostoevskij. Scrivo tutto il giorno fino ad accorgermi che la questione non se n’è andata, ma si è trasformata in qualcos’altro. Non è facile scrivere quando a problemi si sommano altri problemi, spesso non sai dove sbattere la testa, a volte vorresti andare a culo con il mondo, anche solo per quel poco di tempo in cui non pensi a niente, ma in fondo sai benissimo che facendo così non ti stai aiutando. Alla fine quando guardo tutti quei fogli scritti è come se mi guardassi allo specchio, e mi chiedo: “perché non sono riuscito fermarmi prima?”. Questo è il mio dannatissimo problema: so già quello che succederà dopo ma non riesco a impedire che accada. E allora mi chiedo: “E’ solo un problema di mancanza di volontà, oppure c’è un piccolo dettaglio che mi sfugge ogni volta, ed è proprio quel dettaglio che mi tiene sotto scacco? Perché finisco sempre col fare quello che non vorrei fare?". Che domanda! Alla fine dei conti io non ho nient'altro da fare! Faccio quello che non vorrei fare perché così riesco a far passare il tempo perché quando non so che cavolo fare la questione torna ad assillarmi. Cos'altro posso dire? Non saprei come continuare! Forse quello che sto dicendo è un controsenso perché quando uno non sa cosa fare forse (forse!) dovrebbe fare qualcosa che faccia bene a se stesso o agli altri. Ad esempio, quello che certe volte mi ha dato conforto è stato aiutare qualcuno dei gruppi di auto-aiuto che frequentavo, io ho capito che solo donando ad altri quello che ho appreso ho la possibilità di continuare a crescere, perché gli altri hanno fatto lo stesso con me, perché le cose funzionano così: today for today, cioè un giorno alla volta. Io davvero penso che bisogna chiedere aiuto per poter andare avanti giorno per giorno, perché ogni giorno porta problemi nuovi e bisogna affrontarli continuamente senza nascondersi. Perché se non affronti le tue difficoltà rischi di regredire e questo poi ti costringe a ricominciare tutto da capo. Se invece t’impegni giorno per giorno costruisci delle fondamenta che ti permettono di sostenere il peso delle difficoltà quando esse si presenteranno. Io pensavo che a me non sarebbe mai successo di non riuscire a controllarmi eppure a un certo punto si è risvegliato in me un tarlo che mi ha chiesto sempre di più, ed è così che comincia ogni questione.


linviatoinmotociclo, Alma, Gist, Enna, Gian, Orve
Faba, Frag, Ence, Erza, Mipo, Sobo, Lutu


venerdì 7 aprile 2017

(UN ANNO DI) DIARIO DA ZURIGO (ventiquattresima puntata)



UN ANNO DI "DIARIO DA ZURIGO"!
Esattamente un anno fa pubblicavamo il primo post di "Diario da Zurigo", perché C., un pilastro della nostra redazione, aveva deciso di trasferirsi da quelle parti. Dopo trecentosessantacinque giorni possiamo dire che questo esperimento è riuscito pienamente dato che C. ha continuato a tenerci aggiornati sui suoi progressi in terra svizzera. Noi continueremo a pubblicare con grande piacere il suo diario ma abbiamo deciso che questo bel traguardo dovrà essere festeggiato con un regalo adeguato! Tranquillo C. arriverà fra non molto!

LA REDAZIONE DE L'URLO


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4 Novembre 2016

Oggi è il mio compleanno ed è anche il mio onomastico, S. Carlo Borromeo. Sono 40 gli inverni visti e se mi guardo in dietro li ricordo quasi tutti, tranne il periodo di nebbia persistente che ho incontrato intorno ai 25 anni. Non importa, anzi! Sono grato a quel periodo brutto perché è grazie a quello che ora sono quello che sono. Già! Cosa sono? Se guardo alla carriera o alla fama non sono nessuno, i miei coetanei studiavano per farsi un futuro, io mi facevo le "mele". Ma con questo non voglio giustificare la mia condizione, è un dato di fatto che devo staccarmi da questo ricordo altrimenti potrebbe risucchiarmi di nuovo nel passato. Ora devo guardare avanti con fermezza, devo recuperare il tempo perduto e dimostrare che non è stato vano tutto fa brodo lo potremo valutare solo con il tempo. Oggi mi devo soffermare su quello che ho. Ho una buona salute, una famiglia che mi vuole bene, ho un grande amico che non mi dimentica mai, ho un lavoro che mi fa sentire realizzato, ho sviluppato un coscienza diversa che riesce a vedere il lato positivo delle cose ed ho una grande voglia di vivere tutto questo. Credo che questo è il frutto della fede nella potenzialità della vita. Devo ancora fare un sacco di cose ed ho ancora tutti i giochi aperti, posso scegliere con chi stare, dove vivere dove andare, ed è una condizione la mia di estrema libertà. Ho 40 anni ma vivo con l'entusiasmo di un ventenne. Ho ancora tutto da vivere e dipende tutto da me. Grazie!



20 Novembre 2016

Bello.
In questi giorni ho ricevuto una bella notizia, mia madre ha fatto una visita con mio fratello dallo specialista per la sua malattia, dice che è uscito un farmaco che ferma le crisi epilettiche di cui soffre dalla nascita, ora sta cominciando la terapia. Io sono molto cauto su queste cose ma le voglio comunque scrivere, prego tanto per la loro salute e felicità. Sentire mia madre al telefono piangere di gioia non ha prezzo, ringrazio il Gohonzon tutti i giorni per questo beneficio sono dentro ad un buon periodo che merito di vivere con tutta la gioia disponibile.

domenica 2 aprile 2017

LA QUESTIONE (terza puntata)

Questo racconto collettivo intitolato "La questione" lo abbiamo scritto per partecipare a "TUTTI", un'iniziativa della Biennale di prossimità, che si terrà a Bologna il dal 15 al 18 giugno, e che ha come scopo quello di raccogliere racconti dal sociale. Ci è piaciuto molto scriverlo e ci fa piacere condividerlo con i nostri lettori.

 LA REDAZIONE DE L'URLO

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Ogni tanto, ripensando alla mia malavita, quando la questione era una questione quotidiana, mi risuona questa frase in testa: "mai dire mai", ancora oggi che sono passati quasi diciannove anni non ho la certezza di aver chiuso, ma poi mi chiedo se un ritorno di fiamma migliorerebbe la mia vita, se sarebbe possibile rivivere quei bei momenti vissuti tanti anni fa. Allora io ero molto giovane e non ero consapevole dei rischi che avrei corso, infatti, di alcune cose pago, e pagherò, le conseguenze, questo perché allora non eravamo molto informati ed io in quello che facevo ci vedevo solo cose belle. Così, quando ho chiuso, l'ho fatto senza esserne del tutto convinto, avevo bisogno di una tregua e non volevo più fare quella vita in cui i giorni si ripetevano identici e il loro sapore era solo amaro. Volevo altro dalla vita e non mi costava niente provare, forse non avrei "svoltato" e trovato il paradiso ma perché non provarci? Quello che vorrei farvi capire è che risolvendo la questione, una persona non supera d'un colpo i suoi problemi, e nemmeno pensa di aver capito tutto, pensa solo che quella sia una possibilità per sé, una possibilità da non perdere. Dovete tenere conto che più si diventa grandi e più la parola "possibilità" diventa un termine difficile da pensare e quasi impossibile da pronunciare ad alta voce, quando lo faccio quasi mi viene da arrossire, parlo di "possibilità" è quasi mi viene da ridere per quanto mi sento sciocco. Le possibilità le avevo quando ero piccolo: eravamo io, Paolo, Alex e Gianluca e facevamo sfrecciare le nostre macchinine sul selciato del cortile delle vecchie scuole, fingevano di non vedere le grosse nubi nere all'orizzonte, nessuno a quell'età può immaginare di essere promesso sposo delle tenebre, tutto scintilla e riluce quando sei piccolo, ti senti sovrano assoluto del tuo mondo e non pensi minimamente che di li a qualche anno il tuo mondo si sgretolerà a pezzi e che avrai una questione bella grossa da affrontare. Sinceramente io ci ripenso spesso alla mia questione e sono sempre più convinto che forse sia sempre meglio liberarsene in modo definitivo, può capitare che qualcuno trovi una mediazione per continuare il proprio vizio escogitando espedienti per provare piacere senza devastarsi troppo, magari con un certo autocontrollo, ma questo tipo di autoregolazione può essere anche un inganno. Per questo vivo situazioni di tranquillità senza pensare ai momenti negativi che altrimenti mi affliggerebbero, i momenti tranquilli li ritrovo nella mia solitudine, davanti a un camino con in braccio il mio gatto, lì la questione la lascio alle mie spalle e non la voglio cercare, è così confortante stare sdraiati alla luce del fuoco. Assorbo il suo calore e mi allungo per afferrare un libro che avevo letto tempo addietro, e che negli ultimi tempi sembra rincorrermi, si tratta di Siddhartha.

sabato 1 aprile 2017

DIARIO DA ZURIGO (ventitreesima puntata)



Col post di mercoledì 6 aprile 2016 abbiamo avviato una nuova rubrica che ci accompagnerà periodicamente nelle nostre attività. Si tratta di un diario tenuto da C., un redattore de l'urlo che si è trasferito a Zurigo, che ci racconta le sue esperienze e le sue impressioni vissute in quei posti.
E' un modo per continuare a sentirci vicini, per conoscere meglio quei posti e per condividere con tutti qualcosa di bello.


LA REDAZIONE DE L'URLO


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30 ottobre 2016

È cambiata l'ora solare ed oggi ho dormito fino alle 9:30, ero veramente stanco. ho fatto un Gongyo appena sveglio ed ho studiato tedesco per due ore, sono stato in casa fino alle 16:00. Oggi ho incontrato Maria Grazia, l'ex moglie di mio cugino, ed ho parlato a lei della pratica buddista ed ho portato un regalo ad suo figlio è stato un pomeriggio interessante. Mi rendo conto di incontrare persone che hanno tutte lo stesso problema, cioè si concentrano fuori senza prendersi la responsabilità della loro situazione o sofferenza. A volte penso di essere aiutato in prima persona da questi incontri ma invece è il contrario, mi rendo conto che la vita mi ha fatto incontrare queste persone per aiutarle a vederci più chiaro.



2 Novembre 2016

Sveglia alle 5:00, faccio molta fatica ad alzarmi nonostante mi sia coricato presto. Oggi non mi sono piaciuto a lavorare ero svogliato ed ho faticato a fare tutte le mie mansioni, forse devo cambiare qualcosa, troppa superficialità. In treno studio il tedesco con l'aiuto del telefono, ho scaricato una "app" per imparare le lingue molto stimolante, devo tirare fuori più entusiasmo, è vietato lamentarsi. Oggi è anche il giorno dei morti dedico una poesia a mio padre che ora riposa in pace.



Vorrei tingerti di azzurro

per vederti arrivare tra i blocchi di cemento

che limitano il mare

Sentire il tuo profumo di rosa e gelsomino

sognandoti ad occhi socchiusi

come da bambino

Quando le lacrime diventavano arcobaleni.

P.d.P.